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Ci sono due libri che da un pò di giorni mi porto con me, in macchina, nel borsone, dentro le comunità... Uno è "la decadenza degli Intellettuali" di Zigmunt Bauman, l'altro è "Diario di lavorazione" del programma Avere Vent'anni di Massimo Coppola, andato in onda circa sette anni fà. Casualmente i due testi si sposano in un'analisi critica della società attuale e da giorni scuotono dolcemente la mia coscienza. Sempre "vittima" di una componente casuale, giorni fà entro in uno sperduto Sale e Tabacchi di un piccolo paesino del Salento e mi metto in coda, in attesa di acquistare un pacchetto di Lucky Strike. Ritrovo davati a me un ragazzo, quel ragazzo figlio della società dei nostri giorni, quel ragazzo rintracciato nelle analisi dei libri di Bauman e Coppola. Un pò sorpreso e curioso, in una visione quasi di spalle, osservo con attenzione ogni dettaglio, ogni movimento... Vent'anni appena, una stella tatuata sulla nuca, capelli appositamente spettinati, piercing sulle labbra, e i vestiti fino alle scarpe inondati da calcestruzzo. Era uno dei figli di questa terra, costretto a lavorare per pochi soldi, era lì per spendere i suoi dieci euro con un tuffo dentro un Mega Milionario, aggrappato alla sua liana di speranza.

E' la rappresentazione dell''eterna lotta per entrare in un altro mondo, guidato nè dal principio di piacere, nè dal principio di realtà, ma dal "principio del confort"... Il mercato delle lotterie, scommesse e gratta & vinci si alimenta proprio dall'infelicità che esso stesso genera, quell'infelicità che palpita dentro quel ragazzo. Il mondo degli eroi consumistici ha ammaliato, conquistato il ventenne in coda al Sale e Tabacchi e tutta una generazione terribilmente attratta da Dio denaro. (Z. Bauman). Gli occhi del ragazzo sono quelli di un personaggio tragico della nostra realtà,  "una rappresentazione abbastanza ortodossa e moderna del giovane operaio" (M. Coppola) salentino.

di Alessandro Rizzelli