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Quando arriva non puoi opporre resistenze, diventi inerme, ascolti il rumore del vento, il canto degli uccelli, osservi gli alberi e le sue maestose cime, non c'è da fare altro, bisogna aspettare e inconsciamente poniamo l'attenzione sui piccoli particolari che ci circondano, facciamo che il tempo passi in-fretta.

Non sempre è così. . . c'è un'attesa che ci aiuta come detto a osservare le bellezze del quotidiano, ma ci sono anche quell'attese che fanno male... insomma ce ne sono diverse. C'è quella snervante che ti porta ad osservare l'orologio ogni minuto e sembra che il tempo non passi più. C'è un'attesa burocratica che e-stende il tempo, fino ad annullarlo. C'è l'attesa più bella, quella per la quale tutti sognano un giorno di arrivarci, quando due persone si amano e diventano un'unica cosa e danno alla luce nuova vita. C'è quell'attesa che per colpa di un ritardatario ti fà venire l'orticaria.

In ogni attesa c'è dentro un'attenzione e allo stesso tempo una tensione, che se coltivata, custodita, riflessa, ci aiuta, ci viene incontro, ci prende per mano e ci porta a conoscere aspetti mai conosciuti del nostro mondo e del nostro modo di essere.


In questi giorni di attesa, abbiamo imparato a stare insieme, a conoscerci, a concepirci impresa che opera nel sociale, che coopera progettando azioni di cambiamento...l'attesa ci ha condotto verso strade nuove...ora tocca a noi!

di Alessandro Rizzelli

 

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