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Sono ormai due anni che vivo e respiro il Servizio di Educativa Domiciliare, prima nell’ambito di Poggiardo poi in quello di Martano. Non noto grandi differenze… si ripete il solito filo conduttore di una Società in costante crisi esistenziale.

Famiglie disgregate, non famiglie, minori abbandonati a se stessi o ad un destino ignoto ai più, Servizi Sociali poco coraggiosi, Politica cieca e disattenta alle ferite della propria Comunità.

Dentro questo piccolo mondo chiamato Salento, c’è un’esponenziale crescita del senso di solitudine, c’è una sfiducia nell’intervento delle Istituzioni, come c’è anche la scorciatoia che molti adolescenti imboccano facilmente, quella legata alla violenza o alla malavita.

Gli educatori impegnati quotidianamente dentro questa realtà lo sanno bene, non possono permettersi di mollare, non possono buttare la spugna proprio in questo momento, dove da più parti sembrano sepolti i sani e primari valori che ci hanno fatto diventare donne e uomini attivi.


Noi persistiamo nell’errore di continuare a costruire a piccoli passi un percorso di rinascita, un percorso fatto da tante cadute, fatto di urla e richiami come di piccole gioie e accenni di sorriso.

Persistiamo nell’errore di crederci contadini immersi nella Terra rossa, che seminano e continuano a farlo con un’apertura del braccio sempre più ampia e una manciata di semi che comincia ad uscire, prima ancora di estrarre il pugno dalla sacca… che non smettono mai di seminare senza conoscere se frutto ci sarà.

di Alessandro Rizzelli