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Questa mattina riflettevo su quanto spesso, in momenti difficilissimi della nostra vita, ci giunge inaspettata e brillante la notizia della dolce attesa di qualche amica…
Questo pensiero soffice, nel risveglio ansiogeno di una mattina con mille cose da fare, scadenze incombenti e responsabilità varie, mi cullava e mi ha ispirato una riflessione sul concetto della SPERANZA…
Parola abusatissima nel nostro vocabolario…parliamo di speranza sempre.. eppure stamattina pensandoci mi è sembrato che solo il segreto arcano di un bimbo che fluttua nel grembo materno può svelarci la reale essenza della Speranza, la sua più intima natura….

Speranza non è un cieco affidamento alla sorte, non è un abbandono al fato, non è nemmeno una neniosa preghiera ripetuta, Speranza non è alzare gli occhi al cielo lasciando che esso faccia per noi… non si tratta di fortuna che verrà, compimento futuro, né un’alzata di spalle con cuore carico di attesa…

colori

Io credo che la Speranza sia un divenire costruttivo, sia vita che non si lascia vincere dalle sofferenze, dalla fatica, dalla morte in senso lato… Sperare vuol dire credere che c’è un domani migliore per il quale continuare a combattere… è accompagnare nel giorno dopo giorno il Bene, è sentire fermamente che la Bellezza, la Meraviglia, l’Onestà sono percorsi possibili non regali calati dall’alto come ricompensa per aver sofferto bene e meglio di altri…
E’ un po’ come quella creatura che a poco a poco diviene nel fiume amiotico che compone gradualmente la sua comparsa sul mondo…lui c’è, cresce, diviene appunto ed è già tutto il bene possibile…
Tutto questo per dire che sperare in un mondo migliore è possibile, ma ci chiama all’azione, ci chiama a scegliere quotidianamente le strade da seguire, non possono esserci vie di servizio o percorsi preferenziali, la Speranza ci chiede di essere oggi il Bene, l’Onesta, la Bellezza, la Meraviglia, la Professionalità sognata, attesa…sperata… non si può continuare a lamentarsi per un mondo sporco e becero e avere le mani e i piedi sporchi di fango… bisogna compiere nel quotidiano quanto serve a porre mattone su mattone un futuro che sappia realizzare in pienezza gli uomini e le donne che oggi fluttuano o

gattonano sornioni…quegli occhi colmi di vita ci raccontano la Speranza…che è certezza che il buono c’è è deve regnare… mai per delega però!

Penso e dedico tutta la mia Speranza alle mamme e ai loro grembi fecondi, agli occhi incerti e impauriti dei papà che stanno assistendo al miracolo della vita, a quanti sanno che deve esserci un futuro migliore e alla Speranza si attaccano con le unghie e con i denti, agli amici in Abruzzo, dimenticati ora dalle campagne mediatiche della lacrima in prima visione … perché la loro Speranza sia sempre gonfia di vita…

di Donatella De Vito